Via col tempo

IL  LIBRO

VIA COL TEMPO – Edizioni Ares – Anno di publicazione 2009 – 152 pp

3 Risposte to “Via col tempo”

  1. marcella manghi Says:

    Dal terzo capitolo
    …Quanto si cresce nel diventare genitori! Il diventare padri o madri è certamente un salto in termini di responsabilità, di prospettiva e impegni. Si cresce e si cambia. Si diventa più sicuri, più intraprendenti, più solleciti, oltre che naturalmente più stanchi. Consideriamo ad esempio una mamma che esercita un lavoro, sia prima dell’arrivo dei figli sia dopo. E’ interessante interrogarsi sul come cambiano per quella donna le competenze organizzative nel suo ufficio. Cosa può significare, ad esempio, rivestire lo stesso ruolo lavorativo tre figli dopo? Ella tornerà a ricoprire la stessa posizione, dopo aver incastrato per anni infornate di dolci e bucati in lavatrice, intervallato ninna-nanne e severi rimproveri, dopo essersi fatta obbedire nonostante i peggiori capricci, dopo aver imparato empiricamente innumerevoli modi per persuadere i figli all’obbedienza. Avrà affinato la sottile arte del compromesso e dell’incoraggiamento: dai quotidiani bracci di ferro tra la musica jazz e lo zecchino d’oro agli incentivi per far riordinare centinaia di mattoncini lego. Solo per queste esperienze, potrebbe scrivere libri di negoziazione sul campo.

  2. marcella manghi Says:

    Accompagnamoli

    Otto e un quarto di sera a casa tua. Stai sorseggiando l’aperitivo con amici che non vedi da un anno, quando tuo figlio ti chiama e richiama. Vuole te, in bagno: senza te non gli esce. Allora posi quel bicchiere, ti avvicini al bagno e pensi che quello stesso figlio che oggi ti vuole accanto, sarà lo stesso che fra quindici anni probabilmente si chiuderà dentro, in camera o in bagno. E tu dovrai bussare. Allora lo accompagni – forse rimpiangerai questi anni? – non più nervosamente infastidita dall’interruzione del convivio appena iniziato, ma certa che ci sia un tempo per ogni cosa. Un tempo per accompagnarli e un tempo per lasciarli andare. Ai servizi, in camera, per la strada, per case e automobili di chissachì… E’ giusto così.
    C’è un tempo per ogni cosa: un tempo per aprirgli quella porta e un tempo per bussare.

  3. marcella manghi Says:

    Sicuri di volere più tempo?

    Forse noi vorremo avere più tempo di quello che intuiremo ci sarà dato di vivere. Ma cosa ne faremmo di questo tempo in più, se potessimo averlo?
    Nella favola del piccolo principe, quando un venditore gli offrì una pillola che toglieva la sete per una settimana, il piccolo principe gli chiese quale utilità avesse.
    «E’ un gran risparmio di tempo» disse il venditore. «Si risparmiano cinquantatre minuti alla settimana».
    «E uno cosa se ne fa di questi cinquantatre minuti?»
    «Beh,… fa quello che vuole.»
    «Se mi avanzassero cinquantatre minuti, me ne andrei con tutta calma ad una fontana…»
    Allora ben venga il tempo che ci è dato, il buon uso che ne facciamo e i ricordi che ne conseguiranno. Senza rimpianti, speriamo.
    I più fortunati, arrivata la stagione dei capelli bianchi, avvertiranno probabilmente una lieve malinconia – non una triste mestizia – ma un sentimento più nobile che richiama ad una tensione essenziale sottesa all’assoluto, ad una suprema pienezza, intuita ma non raggiunta. La malinconia è l’inquietudine dell’uomo che avverte la vicinanza dell’infinito , per dirla con le parole del filosofo Romano Guardini. Una malinconia piena di aspettativa. Per il paradiso, magari.

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